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Il 14 giugno scorso un gruppo di ragazzi che si definisce the Borderline e ha 600.000 iscritti sul proprio canale YouTube decide di mettere in atto l'ennesima sfida affittano un Suv Lamborghini e decidono di viaggiare per 50 ore di seguito senza mai fermarsi, quindi senza mai dormire, intorno a loro quartiere Casal Palocco.
Il secondo giorno, purtroppo il Suv impatta frontalmente contro una Smart all'interno dell quale c'era una donna e i suoi due bambini; il bambino di 5 anni, purtroppo è morto.
Ci chiediamo se tutto questo potesse essere evitato.
Innanzitutto se era opportuno far noleggiare a un ragazzo di 20 anni una macchina di quelle dimensioni di quella potenza; dall'altra parte gli abitanti del quartiere riferiscono che questo SUV andava ad alta velocità da molte ore e che erano preoccupati perché lo vedevano circolare ma nessuno li ha fermati.
La domanda è: A che cosa serve? Qual è la funzione di queste Challenge? Ci sono due livelli: uno è quello espressivo, ovvero il superare i propri limiti tipico nei ragazzi giovani adolescenti o poco più che adolescente, sfidare i propri limiti, misurarsi, confrontarsi con gli altri. Sfide che in questo caso potremmo definire demenziali e che non contemplano una valutazione del rischio per sé e per gli altri dall'altra parte però emerge in queste ore un aspetto strumentale molto rilevante.
Questi ragazzi guadagnavano circa, con gli sponsor del canale YouTube, 200 mila euro l'anno. Quindi anche un interesse economico, c'è da chiedersi se da un punto di vista etico le multinazionali che gestiscono i social debbono fare un filtro per evitare che ci sia un rinforzo positivo per questo tipo di Sfide.
Inoltre sappiamo che la scuola probabilmente dovrebbe fare uno sforzo in più per offrire maggiori spazi di identità pro-sociale per i ragazzi e non ultimo la famiglia che è il contesto all'interno del quale ci si aspetta che ragazzi vengano responsabilizzati rispetto alle regole e rispetto agli altri.